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Con questo articolo si conclude il piccolo viaggio che abbiamo iniziato alla scoperta della terapeutica d’arte.

Nel primo articolo abbiamo esplorato la definizione ufficiale e il mito di Chirone. Nel secondo abbiamo parlato di pratica, relazione e bisogno.

Ora provo a rispondere in modo ancora più personale alla domanda che ha accompagnato tutto questo percorso: cos’è davvero la terapeutica d’arte per me?

La lanterna nella notte

Se dovessi trovare un’immagine per descriverla, direi che la terapeutica d’arte è una lanterna nella notte.

Una lanterna che illumina il cammino anche quando il buio sembra troppo fitto. Non elimina la notte, ma permette di attraversarla. Inoltre rende visibile la bellezza che ci circonda, anche quando facciamo fatica a riconoscerla.

Quando la nostra lanterna è viva e luminosa, possiamo illuminare anche chi cammina accanto a noi. Tuttavia non siamo sempre forti allo stesso modo.

Ci sono momenti in cui la nostra fiamma diventa piccola e fragile. In quei momenti possiamo affidarci alla luce degli altri, lasciando che siano loro a rischiarare il nostro cammino.

La relazione è proprio questo: uno scambio continuo di luce.

Costruire la propria lanterna

La vera bellezza della terapeutica d’arte, però, non sta solo nella luce.

Sta nel costruire la propria lanterna.

Ogni persona crea la sua in modo diverso. È un oggetto unico, modellato dalle esperienze, dalle ferite e dalle scoperte. Non esiste una lanterna identica a un’altra.

Eppure, mentre impariamo a costruirla, comprendiamo anche alcune verità importanti.

Pigmenti colorati che si fondono in una luce luminosa, simbolo della trasformazione creativa nella terapeutica d’arte
la luce nasce spesso dal gesto creativo, l’arte trasforma la materia

Tre scoperte tra terapeutica d’arte e luce

Durante questo percorso si scoprono almeno tre cose.
1. La luce ha bisogno di occhi aperti.
Se gli occhi restano chiusi, la lanterna non serve a nulla. Gli occhi sono la via attraverso cui la luce può arrivare al cuore.

2. Anche la notte ha la sua bellezza.
La notte fa parte della vita tanto quanto il giorno. Inoltre la luce del firmamento si concede solo a chi ha il coraggio di affrontare il buio.

3. La vera luce è dentro di noi.
Non arriva da fuori. È già presente, nascosta dentro ognuno di noi. Tuttavia serve forza per guardarsi dentro e lasciarla emergere.

Per questo, se oggi dovessi definire la terapeutica d’arte con una sola immagine, sceglierei questa:

Essere una lanterna viva che danza con il buio.

Non per cancellarlo.
Ma per attraversarlo con consapevolezza.

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