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Nel precedente articolo abbiamo esplorato la definizione ufficiale della terapeutica d’arte e il mito di Chirone come simbolo della cura.
In questa seconda parte provo a rispondere in modo più personale alla domanda: cos’è la terapeutica d’arte per me?

La terapeutica d’arte come libertà

Credo fermamente nel potere di cura delle arti — musica, teatro, pittura, scultura, danza — e nel profondo significato terapeutico della mia disciplina, soprattutto dopo aver toccato con mano i primi risultati sorprendenti.

Per me la terapeutica è Libertà.
È la distruzione di ogni gabbia emotiva e sociale. È uno spazio privo di giudizio, la casa dell’amor proprio e dell’amore verso gli altri. È fantasia, creatività, crescita e supporto.

Ūsŭs: il significato terapeutica d’arte tra pratica e relazione

Se nel primo articolo ho scelto il mito greco, oggi mi muovo verso il mondo latino, che mi appartiene profondamente.

Prendo in prestito una parola: Ūsŭs.

Ūsŭs, ūs, sostantivo maschile della IV declinazione, significa uso, esercizio, pratica.
Ed è proprio la pratica a rivelare il cuore della terapeutica d’arte.

La pratica è concretezza.
È gesto.
È materia.
È comunicazione che non passa necessariamente dalle parole.

È qualcosa che si diluisce nel tempo, che si apprende e si conserva nelle mani e negli occhi prima ancora che nella mente.
Pratica è mettersi in gioco, porsi in ascolto, lasciare spazio all’azione.

Ma Ūsŭs significa anche relazione e familiarità.
E qui il senso si fa ancora più profondo.

La relazione è fondamentale in ogni rapporto: con gli altri, con il materiale, ma soprattutto con sé stessi.
La terapeutica d’arte è una compagna nel delicato processo della relazione, che nasce dall’ascolto e dall’apertura.

Mani che mescolano pigmenti su carta con testo latino – pratica nella terapeutica d’arte
La pratica come gesto concreto: materia, ascolto, relazione.

Bisogno e cura

Tra i significati di Ūsŭs vi è anche bisogno, necessità.

L’arte è da sempre un bisogno umano.
Comunicare è un bisogno.
Curare e curarsi è un bisogno.

Così tutto torna alla cura del sé e degli altri.

La terapeutica d’arte, per me, è questo movimento continuo tra pratica, relazione e bisogno.
Per me il significato terapeutica d’arte è un movimento continuo tra gesto, ascolto e cura.

Questo articolo fa parte della serie “Cos’è la terapeutica d’arte?”.
Nel prossimo parleremo della lanterna viva: luce, buio e presenza.

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