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La terapeutica d’arte è una disciplina che utilizza il processo creativo per favorire consapevolezza, crescita personale e relazione. In questo articolo esploro il significato ufficiale della terapeutica d’arte e il suo profondo legame con la cura, attraverso il mito simbolico che la rappresenta.

Oggi provo a rispondere a una domanda difficilissima: cos’è per me la terapeutica d’arte?
Non ho una risposta definitiva, e forse spero di non averla mai: continuare a interrogarmi significa poter continuare a sperimentare e indagare. Posso però offrire una risposta parziale, che prenderà forma in più parti. Iniziamo dalla definizione ufficiale.

Cos’è la Terapeutica d’Arte: definizione ufficiale

La terapeutica d’arte è una disciplina artistica fondata sul sapere tecnico e sul fare creativo, il cui scopo è la realizzazione di un’opera condivisa attraverso un’esperienza laboratoriale.

Il laboratorio viene progettato in funzione dell’utenza a cui è destinato e del contesto in cui si svolge. Si basa sulla conoscenza della psicologia e di discipline affini.
La parola chiave che attraversa l’intero processo è cura.

La terapeutica d’arte non è semplice espressione creativa: è uno spazio strutturato, pensato, costruito per accompagnare una persona o un gruppo in un percorso di trasformazione.

mito di Chirone simbolo della cura nella terapeutica d’arte

Il mito di Chirone e il significato della cura

Ogni disciplina importante possiede un racconto simbolico che la accompagna. Per la terapeutica d’arte, il mito di riferimento è quello del centauro Chirone.

Figlio di Filira e Crono — che per conquistarla si trasformò in cavallo — Chirone nasce come essere immortale, metà uomo e metà cavallo. Esperto nelle arti, nelle scienze e nella medicina, è considerato il più saggio e benevolo tra i centauri; per questo numerosi eroi furono suoi allievi.

Un giorno Chirone viene trafitto al ginocchio da una freccia avvelenata. La ferita è incurabile. Essendo immortale, non può morire, ma deve convivere con un dolore costante. Prima di arrendersi, passa anni alla ricerca di un rimedio. Durante questa lunga ricerca scopre numerose cure che, pur non funzionando su di lui, alleviano la sofferenza di chi si rivolge a lui per aiuto.

Chirone, attraverso la cura di sé, giunge alla cura dell’altro.

Secondo alcune versioni del mito, viene chiamato a curare anche Achille, sostituendo la sua caviglia ferita con quella del gigante Damiso, famoso per la sua velocità.

Il racconto si conclude quando Chirone, desiderando liberarsi dal dolore eterno, scambia la propria immortalità con Prometeo. Zeus, che lo ama profondamente, lo trasforma nella costellazione del Centauro.

Terapeutica d’Arte e cura: un significato profondo

Il mito di Chirone consegna un’immagine potente: la cura nasce dall’esperienza, dalla ferita, dalla ricerca instancabile di senso. Non è un atto sterile o tecnico, ma un processo che attraversa la persona e diventa dono quando si trasforma in relazione.

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